"L'uomo che soffre ci appartiene" (GPII)

 



 

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Tragedia Lampedusa: cordoglio di Caritas

La Caritas di Crema, insieme a tutte le Caritas italiane, si unisce alla preghiera e al cordoglio di Papa Francesco, che ha espresso il suo profondo dolore per il nuovo dramma dell'immigrazione avvenuto giovedì 3 ottobre a Lampedusa, dove un barcone è naufragato. «Preghiamo insieme Dio - ha detto il Papa - per chi ha perso la vita: uomini donne bambini, per i famigliari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle».

“È uno dei momenti più tragici della storia delle migrazioni degli ultimi anni”, afferma il direttore della Caritas della diocesi di Agrigento, Valerio Landri. “[…] È un momento di grande sofferenza, in cui ogni parola è superflua, questo è il momento di fermarsi e riflettere su una legge che va rivista. Ci auguriamo che questo ulteriore versamento di sangue possa essere l’occasione propizia per lanciare diversamente un nuovo sistema di politiche dell’accoglienza”.

«Si tratta - ricorda don Francesco Soddu, Direttore di Caritas Italiana - di persone che fuggono da contesti di guerra, rispetto ai quali abbiamo dei doveri internazionali di accoglienza. Se pensiamo a situazioni come quella del conflitto siriano, con milioni di rifugiati che cercano di salvare le proprie famiglie, anche fuggendo dai campi profughi, una domanda viene spontanea: - Perché l'Italia, come hanno già fatto altri paesi, ad esempio la Germania, non apre dei corridoi umanitari per far arrivare in sicurezza queste persone, con le loro famiglie, invece di costringerli nei fatti a mettersi in mano dei trafficanti di uomini e a rischiare la propria vita in mare?». Una delegazione di Caritas Italiana sarà da lunedì 7 ottobre proprio a Lampedusa, per un incontro con il Vescovo, S.E. mons. Francesco Montenegro, gli operatori della Caritas di Agrigento e la Delegazione delle Caritas diocesane della Sicilia.

Anche Caritas Europa esprime vicinanza e ribadisce le necessità e l'urgenza di politiche adeguate a livello europeo.

A pochi giorni da un'altra strage di migranti, quella di Scicli (Ragusa), Caritas Italiana, insieme a tutte le Caritas diocesane, a partire da quelle più direttamente coinvolte come quella di Agrigento, rilancia il suo impegno sul territorio per l’accoglienza e l’accompagnamento dei profughi. Accanto a questo occorre però la consapevolezza che la questione immigrazione necessita di un approccio legislativo globale, anche a livello europeo.

Nel messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2014 Papa Francesco afferma che “la realtà delle migrazioni, con le dimensioni che assume nella nostra epoca della globalizzazione, chiede di essere affrontata e gestita in modo nuovo, equo ed efficace, che esige anzitutto una cooperazione internazionale e uno spirito di profonda solidarietà e compassione. E’ importante la collaborazione ai vari livelli, con l’adozione corale degli strumenti normativi che tutelino e promuovano la persona umana. Una buona sinergia può essere di incoraggiamento ai governanti per affrontare gli squilibri socio-economici e una globalizzazione senza regole, che sono tra le cause di migrazioni in cui le persone sono più vittime che protagonisti. Nessun Paese può affrontare da solo le difficoltà connesse a questo fenomeno, che è così ampio da interessare ormai tutti i Continenti nel duplice movimento di immigrazione e di emigrazione.

Gli strumenti internazionali per far arrivare in sicurezza i rifugiati sono infatti diversi, ma solo in pochissimi casi vengono utilizzati dagli Stati europei. Si va dal reinsediamento di rifugiati da un paese di primo asilo, alle operazioni di trasferimento umanitario attivate nel contesto di emergenze umanitarie (i cosiddetti corridoi umanitari), all'uso flessibile dei visti e le procedure di ingresso protetto.

Sul sito della Caritas di Crema (www.caritascrema.it) è attiva una pagina di approfondimento.

 

 

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