Comunicato Stampa - fondo #CHIESAPERNOI

COMUNICATO DELLA DIOCESI DI CREMA

#chiesaconvoi – Fondo S. Giuseppe Lavoratore

Il 1° Maggio, memoria  liturgica di S. Giuseppe lavoratore e nel calendario civile Festa del Lavo­ro, la diocesi di Crema, su espressa sollecitazione del vescovo Daniele di “dare un segno concreto di vicinanza alle persone e alle famiglie del territorio che vivono un momento di difficoltà economica a causa dell’attuale emergenza Covid”, ha costituito il Fondo #chiesaconvoi – Fondo S. Giuseppe Lavoratore.

Ente gestore sarà la Caritas diocesana, che s’impegna a rendicontare l’utilizzo delle risorse in modo dettagliato e trasparente sui siti della diocesi e della Caritas e periodicamente su Il nuovo Tor­razzo.

“Questo fondo – viene puntualizzato nel Regolamento costitutivo – non vuole essere alternativo all’impegno delle parrocchie nel farsi carico delle varie situazioni di difficoltà, tanto meno sostituir­si alle misure messe in campo dallo Stato, dalla Regione e dai Comuni, ma vuole integrarle cercan­do di aumentarne l’efficacia e sostenere al meglio le persone e le famiglie che, a causa della pande­mia, si trovano in difficoltà economica: per emergenza lavorativa (ad esempio perdita del lavoro, ri­duzione di orario o di entrate, cassa integrazione, attività in proprio ridotta o chiusa...), abitativa (ad esempio sfratti, morosità incolpevoli nei canoni di affitto…), o di difficoltà legate allo studio o alla salute.”

Il fondo viene alimentato da risorse diocesane, donatori privati, associazioni, istituti bancari e fon­dazioni, che possono devolvere i loro contributi utilizzando uno dei due conti bancari dedicati, intestati a Fondazione “Don Angelo Madeo” e aperti presso la Bcc Caravaggio e Cremasco  IBAN IT24 W084 4156 8400 0000 0044 283", e presso BANCA CREMASCA e MANTOVANA CREDITO COOPERATIVO SOC. COOP., IBAN: IT 22 P 07076 56842 000000508029, indicando in entrambi i casi la causale “Emergenza Coronavirus”

Destinatari del Fondo saranno esclusivamente persone la cui difficoltà economica è insorta con il Covid-19: famiglie che hanno avuto una diminuzione del reddito, magari anche a causa della perdi­ta del familiare che era l’unica fonte di sostentamento; famiglie che a causa di spese impreviste – sanitarie, funerarie... – si trovano a vivere una fatica di tipo economico; disoccupati a causa della crisi Covid-19 (ad esempio dipendenti a tempo determinato, il cui contratto è scaduto nel mese di febbraio 2020 e non è stato rinnovato); lavoratori precari (contratti a chiamata, occasionali, soci di cooperativa con busta paga a zero ore...); lavoratori autonomi che hanno visto la riduzione o la ces­sazione della propria attività; lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione, qualora la ban­ca non abbia concesso l’anticipo.

Per meglio rispondere alle diverse tipologie di fragilità, il fondo mette in atto due misure, che pre­vedono erogazioni a fondo perduto fino a un massimo di 1.000 euro al mese (a seconda dei compo­nenti del nucleo familiare) per 3 mesi, eventualmente rinnovabili per ulteriori 3 mesi. 

L’iniziativa vuole intercettare persone fragili, che hanno subito una riduzione del reddito a causa di riorganizzazioni orarie o cassa integrazione, o titolari di Partita Iva che hanno visto una riduzione delle occasioni di lavoro e in particolare famiglie che normalmente non ricorrono alla rete dei Cen­tri di ascolto e dei servizi sociali, ma che si trovano in un momento di temporanea difficoltà a far quadrare i conti.

 Per accedere al fondo è necessario essere domiciliati nel territorio della Diocesi di Crema e com­pilare l’autocertificazione che verrà pubblicata sui siti della diocesi de della Caritas a partire da gio­vedì 7 maggio prossimo.

Le persone saranno contattate successivamente da un operatore per un colloquio telefonico preli­minare e raccogliere la documentazione necessaria.

Il Vescovo nominerà un’apposita commissione che valuterà ogni singola situazione per determi­nare le modalità e l’entità del sostegno.

Parrocchie, Centri di ascolto, Patronati e Servizi sociali potranno segnalare al Centro di ascolto dio­cesano particolari situazioni di difficoltà e affiancare le persone nella predisposizione della richiesta di accesso al fondo.