"L'uomo che soffre ci appartiene" (GPII)

 



 

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Testimonianza. Michael, 17 anni, Ghana.

Sono partito dal Ghana mesi fa. Il mio villaggio? Vuoi davvero sapere il nome del mio villaggio? Abitavo a “Maira”. No, non si scrive Maira, ma Mayera, ti faccio vedere. M-A-Y-E-R-A. Ho 17 anni, ho studiato fino all’ottava classe, vivevo con mia madre, mio fratello e mia sorella.

 

Il primo pezzo di viaggio l’abbiamo fatto su una specie di gip, hai presente quelle aperte dietro? Eravamo una trentina, ma ero l’unico ghanese, gli altri erano tutti del Niger. Eravamo diretti ad Agadez, una città in Niger ai confini con il deserto. Duemila chilometri, costo del viaggio: 150 cedis (moneta del Ghana, circa 35 euro). Da Agadez, attraverso il deserto siamo arrivati a Sebha (in Libia), senza grandi inconvenienti. Più di duemila chilometri di deserto. Passare il deserto era la parte più critica, mi dicevo, adesso in Libia siamo praticamente arrivati. Sebha era invece in piena guerriglia urbana. Sono stato derubato e arrestato più volte. Il viaggio per me si faceva complicato, avevo sempre meno soldi, dove pensavo di andare? Ci hanno messo in un vecchio albergo, eravamo circa 400, non so cosa volessero fare di noi. Ma nella confusione generale, sono riuscito a
scappare, e con 300 dinari libici (circa 200 euro) ho raggiunto Tripoli; altri 700 chilometri, ma stavolta eravamo molto preoccupati, la Libia è davvero un caos. Da Tripoli poi a Zuara, il posto da cui partono le barche per l’Italia.  Ho dovuto attendere però, avevo pochi soldi e ho fatto un po’ di lavori per riuscire a mettere insieme i mille dinari necessari. Capisci quanto sono? Fai il cambio! (Sono 628 euro). 628 euro per un viaggio in cui si può morire. La barca su cui ero io non era come quella delle televisioni, eravamo 63 persone, era una barca piccola, ma ci stavamo. Ci abbiamo messo dodici ore per arrivare in Italia.

Perché sono partito? Te lo dico in una sola parola: poverty.

Cosa penso di fare? Non voglio creare problemi a nessuno, ci tengo a dirlo. Vorrei studiare, andare in una classe e farmi una vita qui. Questo ho detto a mia madre al telefono l’altro giorno.

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