"L'uomo che soffre ci appartiene" (GPII)

 



 

 

Questo filone di impegno della Caritas diocesana sviluppa in modo particolare un'attenzione al promuovere prassi e cammini di educazione alla pace, giustizia, salvaguardia del creato, mondialità e al servizio, orientando la propria azione verso:

  • le azioni di difesa e tutela dei diritti dei popoli più poveri
  • l'intervento nelle emergenze a livello nazionale e internazionale dalla risposta immediata alla riabilitazione e allo sviluppo
  • i cammini di accompagnamento delle Chiese sorelle
  • la cooperazione internazionale
  • l'elaborazione e la realizzazione di percorsi di pace e riconciliazione
  • interventi informativi e formativi nelle scuole, nelle parrocchie e nei gruppi che ne fanno richiesta

In questa sezione troverete informazioni, documentazione e sussidi relativi a:

  • Progetti all’estero
  • Attività di Educazione alla Mondialità
  • Informazioni sulle emergenze

 

Kosovo 2007 - L’esperienza dei campi all’estero all’interno del servizio civile

E' passato ormai un mese dal nostro ritorno dal Kosovo, eppure se chiudo gli occhi sento ancora le voci dei “nostri” bimbi intonare le canzoncine albanesi...

Il nostro viaggio all'insegna dell'avventura e della scoperta del territorio balcanico (quest'anno dobbiamo proprio dirlo!) inizia sabato 26 luglio: carichi di entusiasmo (e di bagagli!) partiamo alla volta di Novo Selo... 1453 km ci separano dalla nostra meta!

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Albania 2011 - In Albania oltre i pregiudizi

Un’esperienza nella quale anche i volontari cremaschi hanno imparato molto. La visita di Mons. Massafra vescovo di Scutari.

I campi all’estero della Caritas diocesana

Ogni anno la Caritas diocesana organizza Campi estivi all’estero, in particolare nel Kosovo, in Montenegro e in Albania. Nazioni uscite dall’esperienza drammatica del comunismo e che si stanno rapidamente risollevando dal punto di vista sociale, economico e anche cristiano.

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Tifone Haiyan: un'emergenza umanitaria

caritas manilaDomenica 1 Dicembre
Colletta Nazionale

Il Tifone Haiyan che ha colpito negli ultimi giorni le Filippine, ha lasciato dietro di sé, secondo fonti Caritasdecine di migliaia di morti, feriti, dispersi, probabilmente con numeri molto superiori alle stime attuali. Il disastro si configura pertanto come “un’emergenza umanitaria di massa”, di altissimo livello per devastazione e complessità, vista l’alta densità della popolazione e la vastità del territorio colpito. Moltissime regioni interne non sono ancora state raggiunte dai soccorritori, cosa che fa pensare e rafforza la probabilità che il numero delle vittime e l’entità dei danni siano destinati a crescere.

«Desidero assicurare la mia vicinanza alle popolazioni delle Filippine e di quella regione, che sono state colpite da un tremendo tifone. Purtroppo le vittime sono molte e i danni enormi. Preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle, e cerchiamo di far giungere ad essi anche il nostro aiuto concreto», ha detto domenica scorsa all'Angelus Papa Francesco.

All'appello lanciato da Papa Francesco, ha prontamente risposto Caritas Italiana che ha messo a disposizione 100.000 euro attivando  una raccolta fondi a sostegno degli interventi Caritas nelle zone colpite. La Presidenza della Cei ha stanziato tre milioni di euro dai fondi derivanti dall’otto per mille, da destinarsi alla prima emergenza, sottolineando l'attivazione di Caritas Italiana e le parole del Direttore don Francesco Soddu, circa «l’importanza di un aiuto concreto e immediato». 

La situazione
La regione centrale delle Filippine, il gruppo di grandi isole “Visayas”, già recentemente colpita da un grave terremoto nell’isola di Bohol, è storicamente quella più a rischio sia dal punto di vista della vulnerabilità alle frequenti tempeste tropicali, sia per la scarsa qualità delle abitazioni. Il devastante tifone Haiyan, chiamato localmente Yolanda e definito una tempesta “killer”, ha colpito proprio le isole più povere del gruppo delle Visayas, quelle meno raggiungibili anche logisticamente, Samar in particolare e Leyte. Più di 4 milioni di persone avrebbero perso tutto, dovendo abbandonare le proprie case distrutte e rifugiandosi in ripari di fortuna. Oltre ai drammi vissuti dalla popolazione, i danni alle infrastrutture sarebbero incalcolabili: numerose frane hanno, infatti, distrutto linee elettriche e strade, manca l’acqua potabile in numerose provincie, le comunicazioni sono completamente interrotte in ampie porzioni di territorio.

«La situazione è assolutamente caotica» ha confermato al telefono Fr. Edwin Gariguez, direttore di Caritas Filippine (NASSA), durante una teleconferenza organizzata per fare il punto della situazione. «Si tratta di una catastrofe che ha colpito tutta la parte centrale del paese, e la situazione peggiore è quella delle piccole isole che si trovano sulla rotta del ciclone, con cui è difficile mettersi in contatto». «Attualmente, i bisogni più urgenti sono quelli di cibo, acqua e medicine - ha continuato Fr. Edwin – e nelle parrocchie è già iniziata la distribuzione degli aiuti. Nelle zone colpite la maggior parte delle case sono completamente distrutte e la gente vaga senza meta alla ricerca di un riparo. I cadaveri delle vittime della furia del ciclone sono dappertutto, e si fatica anche soltanto a contarli».

L'azione Caritas
La sede Caritas a Manila è diventato un centro operativo dove 250 volontari sono al lavoro per confezionare pacchi con generi alimentari (soprattutto riso e farina) che vengono poi distribuiti alle famiglie di Leyte. Nelle prossime settimane si prevede di raggiungere con 20.000  pacchi di alimenti altrettante famiglie nelle 9 zone più colpite.

In collaborazione con il CRS della rete Caritas sono già stati distribuiti aiuti, in particolare tende, a 18.000 famiglie sfollate nella zona di Cebu City ed è stato messo a punto un piano di interventi in favore di 100.000 famiglie, 500.000 persone, che prevede alloggi, di emergenza e permanenti, distribuzione di acqua, prodotti per l’igiene, attrezzature per la cucina e generi non alimentari di prima necessità. Inoltre si coinvolgeranno le comunità locali nella pulizia e nella rimozione delle macerie dalle aree colpite.

Ad ogni famiglia vengono consegnati: un kit con 1 materasso matrimoniale, 3 coperte, una torcia con batterie; prodotti per l’igiene (10 saponette da 135 g, 3 pezzi da 480 g di sapone da bucato, 5 spazzolini, 2 tubetti di dentifricio da 150 ml, 2 pacchi di salviette igieniche, 3 asciugamani); una tanica con rubinetto con 20 litri di acqua; un secchio con coperchio da 16 litri; un kit per cucina (5 cucchiai, 5 forchette, 5 piatti e 5 bicchieri in plastica, 1 pentola).

Caritas Italiana nel sollecitare tutti alla solidarietà, invita in particolare le Caritas diocesane a rilanciare l’appello per la raccolta fondi (e non di materiale) e a tenersi in stretto coordinamento con Caritas Italiana per garantire la massima efficacia degli aiuti. Caritas Italiana è attiva da decenni nelle Filippine, in particolarenell’ambito delle ricorrenti emergenze naturali, come terremoti, alluvioni, frane, tempeste e tifoni tropicali. L’intervento si realizza a supporto di Caritas Filippine e in collaborazione con altre realtà locali, lavorando anche nella ricostruzione e nelle fasi successive.

Per sostenere le attività della Caritas nelle Filippine:

  • venire direttamente presso i nostri uffici di Piazza Duomo, 27 a Crema
  • effettuare un bonifico bancario su Conto Corrente intestato a Diocesi di Crema - Ufficio Caritas IBAN: IT87B0306956841000001960101 indicando la causale "Emergenza Filippine"

TERREMOTO IN NEPAL

Continuano le scosse e sale il bilancio delle vittime. In Nepal la conta delle vittime sale di ora in ora, sono ormai oltre 2300 i morti e decine di migliaia i senza tetto ed i feriti. Il direttore di Caritas Nepal, padre Pius Perumana S.J., ha dichiarato: «Si tratta del peggior terremoto di cui ho mai avuto esperienza; le scosse di assestamento sono state ancora molto forti e da quello che possiamo constatare al momento potrebbe trattarsi di una una situazione di grave emergenza». Tutto il paese è stata colpito, così come India e Bangladesh, seppur in misura minore. Le vie di comunicazione sono quasi completamente bloccate e vi sono aree di cui non si hanno notizie, soprattutto le più remote tra le montagne. Proseguono intense le scosse di assestamento che provocano il crollo degli edifici danneggiati. Il Nepal paga pesantemente condizioni di povertà già diffusa e costruzioni non adeguate all'altissimo rischio sismico che lo caratterizza.

Papa Francesco, informato dell’accaduto, sta seguendo in preghiera e con grande preoccupazione l’evolversi della situazione, partecipando al dolore di quanti sono stati colpiti. E dopo la recita del Regina Coeli della scorsa domenica ha espresso "vicinanza a popolazione colpita" e ha lanciato un appello affinché "abbiano il sostegno della solidarietà fraterna". La rete Caritas, seppur in condizioni difficilissime, continua incessantemente la sua azione con la mobilitazione di altre Caritas e team di esperti in supporto alla Caritas Nepal. La priorità rimane la ricerca dei sopravvissuti e l'assistenza ai senza tetto con beni di prima necessità, soprattutto acqua e materiale igienico sanitario, oltre che tende, coperte e teli per ripari temporanei. Tutto è ancor più complicato dalla fredda temperatura notturna e dalla pioggia. Caritas Italiana ha messo a disposizione un primo contributo di 100 mila euro e, grazie anche ai suoi operatori nell’area, resta in costante contatto con le Caritas dei paesi colpiti.

La Caritas Diocesana di Crema ha voluto subito farsi prossima alla popolazione colpita dal terremoto inviando un contributo iniziale di 5 mila euro a sostegno delle fasce più vulnerabili come minori, anziani, disabili.

Chiunque volesse sostenere gli interventi a sostegno delle zone colpite dal sisma si possono effettuare donazioni tramite

  • venire direttamente presso i nostri uffici di Piazza Duomo, 27 a Crema
  • effettuare un bonifico bancario su Conto Corrente intestato a Diocesi di Crema - Ufficio Caritas IBAN: IT05K0335901600100000128448 indicando la causale "EMERGENZA NEPAL"

Per maggiori informazioni potete scrivere a mondialita@caritascrema.it

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Terremoto Nord Italia

La Caritas di Crema si è subito attivata nel sostenere le zone terremotate del nord Italia, in coordinamento con Caritas Lombardia e Caritas Italiana

SOSTIENICI

Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite la Caritas di Crema nei seguenti modi:

 - effettuare un bonifico bancario su Conto Corrente intestato a Diocesi di Crema - Ufficio Caritas IBAN: IT87B0306956841000001960101 specificando nella causale “Terremoto Nord Italia 2012”

 - venire direttamente presso i nostri uffici di Piazza Duomo, 27 a Crema

 

segreteria@caritascrema.it - www.caritascrema.it - tel. 0373.256274 - tel. 0373.286175 - fax 0373.203881

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