Kosovo 2007 - L’esperienza dei campi all’estero all’interno del servizio civile

E' passato ormai un mese dal nostro ritorno dal Kosovo, eppure se chiudo gli occhi sento ancora le voci dei “nostri” bimbi intonare le canzoncine albanesi...

Il nostro viaggio all'insegna dell'avventura e della scoperta del territorio balcanico (quest'anno dobbiamo proprio dirlo!) inizia sabato 26 luglio: carichi di entusiasmo (e di bagagli!) partiamo alla volta di Novo Selo... 1453 km ci separano dalla nostra meta!

 Un furgone che fa i capricci e la burocrazia “balcanica” rallentano, ma non impediscono il nostro viaggio, e così, stanchi ma felici arriviamo finalmente a destinazione! Ci accoglie un Paese giovane per la sua storia, ma che in alcuni angoli mostra ancora le ferite della guerra; un Paese che tanto fervidamente faceva capolino qualche mese fa sui nostri quotidiani per la sua dichiarazione di indipendenza, ma che adesso appare piuttosto assopito; un Paese con l’ambizione di entrare nell'Europa “dei grandi”, ma che non sembra allo stato attuale avere i mezzi o le potenzialità per poterci riuscire.

Il primo giorno di attività veniamo svegliati dalle urla dei bambini più mattinieri che sapendo del nostro arrivo pretendono immediatamente di giocare. L'incontro con loro è a dir poco meraviglioso: questi bimbi ancora così semplici e genuini, che con abbracci, carezze, tirandoci per mano elargiscono affetto a noi -quasi sconosciuti- ma altrettanto dimostrano di necessitarne.

Le giornate cadenzate tra l’animazione, i momenti di confronto, la messa pomeridiana, gli incontri di sensibilizzazione ad alcuni grandi temi della mondialità e i semplici momenti di condivisione, scorrono incredibilmente veloci, ma non ci impediscono di viverle intensamente e di essere “provocati” da tantissimi stimoli, tutti diversi tra loro.

Due settimane che per alcuni di noi rispecchiano emblematicamente questo anno di Servizio Civile fatto di volti, incontri, storie, relazioni; due settimane in cui il servizio viene vissuto a 360 gradi, nei confronti dei bambini kosovari, dei ragazzi italiani nella condivisione quotidiana, ma anche e soprattutto verso se stessi, grazie all’arricchimento individuale e all’ospitalità di chi ci accoglie. Quest’esperienza dimostra infatti come in questo servizio al prossimo, spesso il prossimo siamo proprio noi coccolati dai bambini, accolti teneramente nelle case di alcuni parrocchiani, ricoperti di doni e al centro di mille attenzioni da parte dei ragazzi venuti in Italia. Un’esperienza nella quale spesso questi ruoli si invertono al punto tale da non percepirne più la differenza, un’esperienza nella quale l’altro non è più l’ospitante, ma non é nemmeno lo straniero (come invece spesso accade qui) che lungi dall’esser visto con timore o circospezione, viene invece accolto fraternamente.

 

Testimonianza Servizio Civile 

Settembre 2006